sabato 20 gennaio 2018

Prendimi

Voci tempestate 
E tu prendimi, portami con te
come un incendio nelle tue abitudini.

(da Mariangela Gualtieri, Senza polvere senza peso, Einaudi, 2006)

Pensierino. Ho deciso di regalare questo libro che da anni staziona nella piccola libreria dedicata alla poesia e che ogni tanto rileggo la sera prima di addormentarmi (il momento migliore per la poesia). Non lo faccio per abitudine (quello di regalare miei libri), ma penso che sia una cosa che rifarò se ne avrò l'occasione giusta. Regalare un proprio libro, un libro che si è amato, è cosa molto intima. Il beneficiario di questo dono deve essere una persona speciale, perché è come se gli si affidasse una parte dei nostri piccoli e più segreti pensieri.
Buona fortuna, piccolo libro di poesia, per te inizia una nuova avventura.






venerdì 12 gennaio 2018

Come si può essere d'aiuto non dicendo nulla ?

Le parole secondo Eugenio Borgna da L'ascolto gentile - Racconti clinici , Einaudi, 2017

Le parole, si sa, queste creature viventi, queste prigioni sigillate dal mistero, questi pozzi artesiani, sono labili ed effimere, impalpabili e fugaci, ma, sia pure spegnendosi nel momento in cui sono dette, con le loro imprevedibili risonanze possono sfidare l'oblio, il drago dell'oblio, che talora sarebbe un salvagente fragile, e nondimeno salvifico. Non è forse, questo, il senso delle parole di Emily Dickinson? 
Una parola muore
appena è detta
dice qualcuno -Io dico che comincia
appena a vivere
quel giorno. 
Quali parole dire se non quelle che nascano dal cuore, se non quelle fragili e delicate, così le definiva Nietzsche, che svaniscano come stelle cadenti°ma lasciando qualche striscia di luce e di speranza. Ma le parole, anche le più belle e le più ispirate, non sempre aiutano a far rinascere una scintilla, o una goccia di speranza, e allora meglio, molto meglio, le parole dell°ascolto e del silenzio: le parole che sono solo immaginate nel loro mistero. 
...
Come si può essere d'aiuto non dicendo nulla, o quasi nulla, limitandosi ad ascoltare per ore e ore...?


Pensierino. Trovo una grande assonanza con questo psichiatra che impudentemente chiamo "collega" in quanto per un certo periodo sono stato anch'io dipendente del suo stesso ospedale. Dolorosi racconti familiari mi hanno poi fatto conoscere cos'era l'Ospedale psichiatrico di Novara, i suoi reparti, i grandi cameroni con le inferiate alle finestre che raccoglievano malati da tutta la provincia di Novara fin su su nelle valli più lontane dell'Ossola e Vigezzo (allora non era ancora nata la provincia di Verbania). Oggi quell'ospedale è chiuso per quel "miracolo" fatto da Franco Basaglia alla fine degli anni '70 e che rimane ancora oggi una "rivoluzione gentile" impareggiabile.